Il sequestro. Controstoria del Partito Democratico by Marco Tiberi

Il sequestro. Controstoria del Partito Democratico by Marco Tiberi

autore:Marco Tiberi [Tiberi, Marco]
La lingua: ita
Format: epub
Tags: Political Science, Political Ideologies, Communism; Post-Communism & Socialism, Political Process, Political Parties
ISBN: 9791259791030
Google: lmONzwEACAAJ
editore: People
pubblicato: 2022-12-15T13:07:50+00:00


Il proporzionalitario

Avvertiamo chi avesse avuto la pazienza di seguire fino a questo punto la disorganica riflessione nella quale ci siamo imbarcati che stiamo per addentrarci in tecnicismi. Ci dispiace, ma non se ne può proprio fare a meno. Del resto, abbiamo tutti potuto constatare come nelle ultime campagne elettorali il tempo dedicato alle proposte politiche dei partiti sia uguale se non minore a quello utilizzato per sceverare le possibili combinazioni tattiche e strategiche dettate dal sistema elettorale. E se il Pd, come abbiamo cercato di dimostrare, ha sempre avuto qualche problema con la parte più strettamente programmatica della sua collocazione politica, è nei meandri delle leggi elettorali che ha cercato di trovare la propria vera ragione di esistenza. Anche qui, con risultati non proprio lusinghieri.

Come abbiamo già accennato, nel 1991 gli italiani scelsero con un referendum di cambiare il sistema elettorale. Il passaggio dal proporzionale al maggioritario segna la nascita di quella che un po’ a sproposito abbiamo cominciato a chiamare pomposamente “Seconda Repubblica”. Il nuovo meccanismo elettorale, per tutti il “Mattarellum”, era stato chiamato anche “Minotauro”, perché in realtà non era un maggioritario puro, ma una creatura ibrida per un quarto ancora proporzionale. E di ambiguità tra maggioritario e proporzionale ha continuato a vivere il nostro sistema politico, mentre qualcuno si azzarda a dire che le Repubbliche a questo punto sono diventate tre.

Il Pd nasce nel momento in cui si consolida lo schema dei due poli. Come sintesi del processo che nel 1995 aveva dato vita all’Ulivo, nel nome di Romano Prodi. Non a caso a destra si forma il PdL. Per una volta erano stati loro a inseguire noi. Purtroppo su un terreno che ha finito per favorirli.

La semplificazione maggioritaria in due poli presupponeva la presenza di un grande partito guida per ogni coalizione e il Pd era il naturale candidato a rappresentare quel ruolo nel campo dei progressisti. Ed è esattamente in questo contesto che l’elettore medio di sinistra ha pensato che votare Pd fosse necessario, anche se forse non sufficiente. Perché era il sistema che lo chiedeva. Qualcuno era democratico perché c’era il grande Partito Democratico, si potrebbe dire, e speriamo che Giorgio Gaber voglia perdonarci.

Ora, però, scorrendo la storia dei nostri sciagurati sistemi elettorali, non possiamo non ravvisare che, con buona pace del famoso referendum, tutti i discendenti del Mattarellum sono stati sistemi sostanzialmente proporzionali. Il Porcellum, la legge Calderoli, era un proporzionale con premio di maggioranza. L’Italicum, la legge fantasma che non venne mai usata, era anch’essa una legge perlopiù proporzionale. Entrambe sono state dichiarate inammissibili dalla Corte costituzionale e, nel frattempo, il sistema che doveva essere bipolare si è sgretolato.

Con il 2011 – governo Monti – e poi nel 2013 – governo Letta – lo schema cambia e nulla tornerà come prima. I due poli si scompongono, anche per via dell’affermazione del M5S, che scompagina un sistema elettorale bloccato da troppo tempo. I poli, insomma, non sono più due, e i primi due, peraltro, finiscono per governare insieme.

Dopo il tentativo andato a vuoto



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